Rich Result di Google rivoluzionerà il mondo eCommerce?

Google lancia un nuovo rich result dedicato al mondo ecommerce

Inizia oggi (e continuerà nei prossimi giorni) il rollout di un nuovo rich result nelle SERP mobile, ovvero un feed di prodotti selezionati da ecommerce completo di filtri da “over a million online shops”.

 

https://www.blog.google/products/search/new-way-find-clothes-shoes-and-more-search

Per intenderci ecco la descrizione del trigger per questo nuovo elemento delle SERP:

“To start browsing, just search for clothes or accessories like “running shoes,” “womens leather belt” or “wide leg pants.” Google identifies popular products from stores across the web and brings them together in a new section on Search. You can filter by style, department and size type, or look at multiple images of a product. And if you want to learn more or you’re ready to buy, you can easily visit a store’s website.”

Le best pratice per essere inclusi sembrano le stesse di Surfaces across Google (si trovano qui: https://support.google.com/merchants/answer/9668403), un sistema che “standardizza” gli elementi necessari proprio per un ecommerce per trovare i propri prodotti organici/paid.

Mi unisco alle perplessità di AJ Kohn che penso abbia ragione nel dire che le SERP sono sempre meno coerenti a livello di UX (Twitter thread: https://twitter.com/ajkohn/status/1217535272021155840), e qui più che mai si sente l’impatto della scala aziendale di Google sulla sua direzione concreta del prodotto search.

Per quanto riguarda la SEO pura, beh, probabilmente si alzerà l’asticella per quello che riguarda la preparazione tecnica degli ecommerce.

Per assurdo penso possa essere una mossa che può favorire piattaforme ecommerce “Saas” come Shopify.
Ci sono due opzioni principali quando si tratta di scegliere una piattaforma software per il proprio negozio di e-commerce aziendale: Software-as-a-Service (SaaS, ovvero Software come servizio) e open source. Le piattaforme SaaS sono anche chiamate piattaforme in hosting.

Esempi di piattaforme SaaS sono Shopify, BigCommerce e Volusion. Esempi di piattaforme open source includono Magento Community Edition, PrestaShop, Woocomerce e Zen Cart.

Se proprio volessimo cercare il lato positivo, questa politica accentratrice spingerà anche indirettamente tutti a ragionare sulla cura del proprio brand e di come servire il proprio pubblico in modo esclusivo e diretto, molto ma molto ma molto di più di quanto già non si faccia oggi.

Certamente questa novità di Google darà una sforbiciata, eliminando molti dei vari Wannabe che hanno aperto e-commerce senza né arte né parte.
Credo che, come notavano altri, per chi è già su Shopping cambierà poco o nulla, mentre il problema vero sarà per molte micro attività che non avrebbero dovuto neppure avvicinarsi a questo tipo di impresa.
Il mio dubbio, riguarda invece le conseguenze a livello più ampio, perché temo che ancor di più si cercherà di forzare la leva del prezzo a discapito della User Experience e dell’assistenza ai clienti (per e post vendita).
Inoltre, penso che si vedrà (quanto meno nel primo periodo) un proliferare di trovate tecniche per forzare il posizionamento che influenzerà negativamente la visione strategica che, invece, ogni e-commerce dovrebbe sviluppare.
Staremo a vedere.

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