L’estensione del dominio incide sul posizionamento?

Fonti ufficiali di Google avevano smentito questa cosa.

Dunque, mettiamola così: per un blog, o un sito di informazione, un magazine, una pagina personale,ecc… sceglierei “it” o “eu” (se multi lingua) o un’altra estensione adeguata (a seconda dei casi: “org” o le nuove estensioni varie); per un e-commerce,un sito aziendale e simili ci sono “com”, “biz” e compagni.
Ma, personalmente ho sempre pensato che un certo peso a livello di determinazione della natura dei contenuti lo avessero: ad esempio un .com è più facilmente associabile ad un fine commerciale-di lucro.
Ciò non significa che il .com sia necessariamente un e-commerce, ma presuppone una finalità commerciale o professionale.

La scelta del dominio riguarda l’opportunità di scegliere l’estensione “opportuna”, più utile, (quasi una scelta estetica) per il sito che vai a pubblicare.

Se parliamo di estensioni .edu o .gov credo possa incidere in termini di indicizzazione.
I siti quando si piazzano bene è perché solitamente i. gov e .edu son domini forti, ma non per l’estensione, ma perché essendo generalmente governativi hanno un profilo backlink fortissimo.
È un falso mito quello dei domini di un certo stato sono favoriti per ricerche da quello stato.
o meglio non sono favoriti, hanno solo benefici indiretti nel senso che l’utente italiano tenderà a cliccare più a domini con estensione .it che a domini .xyz
La sensazione mia è sempre stata che incide ma non ho sufficienti dati per dimostrarlo.
Certo è che nella mia cronologia a parte i miei progetti sperimentali, vedo poca roba con estensioni insolite (.design,.church,.app)
Può un po’ essere dato dal fatto che sono estensioni recenti quindi i vari siti che li stanno usando sono a loro volta lì da poco, molte sono in inglese e anche questo può essere un fattore.
Meriterebbe un approfondimento su più fronti e fatto da più tesi/teste.

Occhio ai domini .tk

Esistono casi di alcuno domini, ad esempio domini .tk (nazionale Tokelau) usati principalmente per fare BlackHatSEO, che possono essere penalizzati. Se vari fra .It o .com non dovresti avere penalizzazione.
Tralasciando le estensioni nazionali, che vanno usate nella relativa nazione, le estensioni (tld) non incidono sul posizionamento.
Possono dare una impressione diversa a livello di esperienza utente, ma non incidono direttamente sul posizionamento.

Mi chiedeva un cliente tempo fa:

In termini piu specifici: se ho un sito di informazione locale con .com e le mi visite arrivano piu che altro da italia, non sarebbe meglio avere un .it?
Ci sarebbe differenza se invece avrei visite che arrivano fuori da italia e ho un .com?

Si, in relazione a tanti altri fattori. Ho esperienza diretta di nuove estensioni anche oltre i 4 caratteri si posizionano bene anche su query locali, mediamente competitive.

Di contro c’è la tendenza a voler attivare dei domini .it per tipi di business nazionali sia per una presunta preferenza da parte dei motori di ricerca sia per il buon senso che richiama l’estensione al paese alla quale appartiene l’identità del sito; anziché un .com per un sito italiano. Ti direi di attivare il dominio anche in considerazione del nome/tipo di brand, anche un .design per un’agenzia di grafica italiana, se ben ottimizzato in relazione ad altri fattori come popolarità e contenuti in Target, può ricevere un ottimo posizionamento. Comunque, se ti dovessi dare un consiglio concentrati più su identità e fattori di rilevanza piuttosto che l’estensione… E ancora guarda la serp sulla quale vuoi competere che tipo di estensione hanno i tuoi concorrenti, se sono tutti .it forse sarebbe meglio procedere anche tu così, ma è solo uno spunto.

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