2020; si può davvero diventare ricchi con la professione del pubblicitario?

Se se incredibilmente dotato, se sei un grande creativo e al contempo un perfetto account, se hai grandi doti manageriali e una perfetta visione del mercato e se erediti un sacco di soldi e l’agenzia di pubblicità dello zio si, si può, forse… Ma dipende che standard hai poi te e cosa intendi per “ricco”.

Dieci anni fa, grazie a un sondaggio dell’ADCI, appurai che ai creativi non interessava sapere come farsi pagare uno stipendio consono, se dipendenti di Agenzia, o come farsi riconoscere il giusto valore per il proprio lavoro come freelance, parlare di soldi è volgare, preferivano essere pagati con la visibilità, sognando di vincere un premio a Cannes e intanto farsi “fregare” su Zooppa. 😀

Facendo un passo indietro

Inizio anni 90 con la guerra del golfo iniziò una crisi che innescò una serie di processi mutanti tra cui l’abolizione del compenso agenzia da parte dei media… Il 15% di agenzia… C’erano le commission e le over commission c’erano pubblicitari che arrivavano a prendere anche il 20 o 25% su budget miliardari (in lire) li si che si facevano i soldi, poi… I mezzi hanno iniziato ad andare direttamente dai clienti e quindi è finita la pacchia. Niente più commission e niente più potere sul cliente! Era il 1992

Ricchi con la professione del pubblicitario?

Adesso forse no anni 70/80/90 sicuramente molto più facilmente di ora 

Da sempre, fin dagli anni settanta, solo e unicamente se l’agenzia in cui si lavorava era collegata politicamente, si poteva ambire a fatturati interessanti.

I singoli creativi fruivano consapevolmente di questo sistema, molti si sono arricchiti pesantemente in quel periodo.

L’arrivo dei computer (1990) cambiò questi equilibri dinamici perché si instaurò un sentimento politico partitico di “fretta” velocità incongruente che abbassò qualità dei rapporti tra committente ed agenzie, soprattutto del lavoro. Per conseguenza, nessuno più si arricchì con questo lavoro, ne consesguì. Basso livello creativo, clienti insipienti e arroganti, o per status politico/partitico, o per gestione aziendale poco professionale. Non c’è più trippa per gatti.

A Questo link trovate un interessante report, con dettagliati fatturati delle aziende pubblicitarie italiane:

https://www.reportaziende.it/ateco-73_11

Una breve top 10 delle maggiori agenzie pubblicitarie a livello globale:

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