Quando brand ed oggetti prendono il nome di chi li ha inventati.

Esiste un termine per indicare un oggetto che prende il nome dal suo inventore, come pullman o bic?
Da Barbie a Scotch, passando per Borotalco, Jeep, K-Way e così via. Sono tantissimi i marchi entrati in pianta stabile nel nostro vocabolario quotidiano con un significato più ampio rispetto a quello originario. Sapete della Biro?

La Deonomastica, nel nostro caso nomi commerciali o Marchionimi.

La deonomastica è lo studio dei nomi comuni, delle espressioni (come i modi di dire) o delle formazioni univerbate che originano dai nomi propri, anche attraverso meccanismi di derivazione. Tali nomi sono detti deonomastici (o anche deonimici).

C’è una storia su un eponimo ufficioso, quello del Gran Raccordo Anulare che ufficialmente si riduce nell’acronimo GRA ma si diceva anche che avrebbe preso il nome dell’ingegnere Eugenio GRA che fu ideatore del progetto e direttore scientifico dei lavori!

E poi c’è il Clacson (dal marchio di fabbrica del costruttore)
il Cardigan e il Montgomery
I Tubi Innocenti

Per esempio in Germania i fazzolettini di carta non si chiamano kleenex, ma Tempotücher, appunto dalla marca Tempo.
Lo Zampirone deve il suo nome a Giovanni Battista Zampironi, produttore del “piroconofobo” (cono fumigante che fa paura [alle zanzare]

Si parla di quando un nome proprio, sia inventore, marca, modello, ditta produttrice, diventa nome comune per indicare tutti gli oggetti simili o con lo stesso uso.

Glover per esempio sono le rondelle elastiche, o di Grover, grazie alla loro forma ad elica cilindrica che esercita una forza elastica, prevengono lo svitamento della vite e del bullone mantenendo il dado in tensione.

Thermos, tutti lo chiamiamo così, in realtà il primo contenitore termico con questo uso nel lontano 1904 fu chiamato così in seguito ad un concorso popolare vinto da una signora: divenne allora il marchio di quella fabbrica tedesca. L’oggetto in sé, ovvero il sistema vacuum, andrebbe più propriamente chiamato vaso di Dewar, dal nome del suo inventore inglese che non pensò di brevettarlo.

Faccio presente che bic è un marchio commerciale, non il nome di un inventore. L’azienda che reca questo nome produce penne a sfera, chiamate anche biro, dal nome del suo inventore László Bíró. L’eponimo di questa penna non è bic, ma biro, come è stato più volte citato.

E la lista potrebbe continuare all’infinito, con Diesel, Nobel, Mongolfiera, Abarth, quello dei motori che si smontano con la Brugola, di Egidio Brugola.

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